Sulle note della "concertazione"
19 AGO 20

Il bello, il brutto, il cattivo, è la trilogia dell’euro in feta-western, per ora. Ma non c’è da stare allegri, la sporca troika nord-europea sta affilando i denti per affondarli anche al di qua del Tevere. La verità è che finiti i bagordi, il risveglio per il sud dell’Europa è traumatico. Con l’Italia, anche perché paese fondatore, sono andati sul soft: hanno imposto un cerbero di casa nostra nella speranza che la banda del buco capisse. Speranza vana. Monti aveva provato con il "do it!", ma tutti hanno cominciato a farsi venire mal di pancia. Adesso sembrano decisi ad aspettare Poul Thomsen. I pianti di Atene erano in perfetto inglese. Thomsen non si è fatto per questo intenerire: “Non c’è nessuna negoziazione con il governo greco” è stata la risposta. Da noi l’inglese si mastica male. Ed è una benedizione, perché la parola magica sarà per tutti "concertazione". C’è solo da sperare che l’interprete capisca che si tratti di un invito alla Scala.